Il resoconto di uno spettacolo unico: i Muse il 14 maggio

Il resoconto di uno spettacolo unico: i Muse il 14 maggio

Sono le ore 21 del 14 maggio 2016 e il Mediolanum Forum, gremito di fan per la prima di quelle che poi sarebbero in poco tempo diventate le sei date, tutte rigorosamente sold out da settembre dello scorso anno, è pronto per accogliere i Muse e per iniziare quella che ormai è stata battezzata dal promoter degli eventi la “Muse Week”, data la lunga permanenza del trio britannico nel capoluogo milanese in occasione del suo “Drones World Tour”.

Il pubblico è accolto nella venue da un mastodontico palco che abbraccia l'intero palazzetto a 360°, studiato in modo da assicurare una visione ottimale da qualsiasi punto dell'arena e costituito da un corpo circolare rotante, con al centro la batteria di Dominic Howard, e due passerelle con altrettanti palchi sui quali per tutta la serata si alternano il frontman e cantante Matthew Bellamy e il bassista Chris Wolstenholme. Tutto sembra pronto per coinvolgere al massimo i partecipanti, cosa che i Muse non si fanno mai mancare nei loro show, anche questa volta con giochi di luce mozzafiato, effetti speciali, video proiettati su tendoni, un maxischermo circolare proprio sopra il corpo centrale del palco e, ultimi ma non sicuramente per importanza, 12 droni sferici e luminosi che volano per il palazzetto i quali, con una danza, accompagnati dalle armonie di Drones, ultimo pezzo tratto dall'omonimo album della band, ci introducono a quelli che saranno 120 intensi minuti di puro spettacolo che basterebbe descrivere con una sola parola: MUSE.

La vera presenza sul palco della band si intuisce con la secca e adrenalinica partenza del riff di “Psycho”, il primo singolo di Drones che lo scorso marzo aveva riportato i Muse sulla scena, il quale dà il vero inizio alla serata che continua con un connubio di pezzi tratti dall'ultimo lavoro in studio e alcuni grandi successi, forse i più acclamati e attesi dal pubblico, come “Plug In Baby”, “Citizen Erased” o “Supermassive Black Hole”, sulla quale l'atmosfera diventa davvero fenomenale.

Lo show in cui il pubblico si ritrova immerso è spettacolare e le atmosfere sono quasi sempre quelle che rimandano al concept della disumanizzazione del mondo, dominato dai droni che manipolano le persone, che sta alla base dell'album che dà il nome al tour. Ed ecco infatti che in “The Handler” vediamo Matt e Chris come burattini di due grandi mani robot che muovono, proiettate sui tendoni, i fili a cui sono “appesi” i due musicisti.

Si continua con “Starlight” che fa cantare tutto il Forum e sulla fine della quale vengono lanciati in aria dei palloni, ormai un classico che non manca quasi mai degli show della band, pieni di coriandoli, che vengono scoppiati anche con il particolare aiuto del basso di Chris che subito dopo ci regala, assieme a Dom, una jam session di batteria e basso in cui spiccano straordinaria tecnica e precisione, oltre che grande intesa, tra i due e con il pubblico.

Si prosegue con “Madness”, secondo pezzo in scaletta, con “Isolated System”, tratto da “The 2nd Law”, e “Hysteria” per poi ritrovarsi incollati allo schermo centrale leggendo e ascoltando un estratto di un discorso datato 1961 di J.F. Kennedy contenuto in Drones nell'omonima traccia “JFK”, una riflessione, parole del frontman, “sullo spirito umano, la libertà e l'indipendenza” che riflette le atmosfere cospiratorie di Drones e porta lo show verso la sua parte conclusiva.

“Defector”, “Time Is Running Out” e “Uprising” si susseguono senza pausa, nel clamore dei fan che cresce quando, durante “The Globalist”, un drone, questa volta a forma di aeromobile da guerra, fa un giro completo del palazzetto, passando sopra le teste dei presenti, alcuni decisamente sbalorditi, altri ormai forse abituati a quello che sembra “solo” essere l'ennesimo asso nella manica che i tre musicisti hanno tirato fuori nella serata e nella loro lunga carriera.

Si ritorna all'atmosfera tranquilla dell'inizio dello show e viene riproposta “Drones”, accompagnata dai droni e dalla loro coreografia, questa volta in apertura all'encore che riserva una sorpresa per i fan di vecchia data con l'acclamata “Take A Bow”, seguita da una pioggia di coriandoli a forma di omino stilizzato che invade il Forum durante la più recente “Mercy” che conduce alla conclusione dello spettacolo.

Il suono dell'armonica di Chris invade il Forum intonando “Man With A Harmonica" del Maestro Ennio Morricone per poi legarsi all'ultimo grande capolavoro, “Knights Of Cydonia” che chiude due ore intensissime di concerto che, credeteci, è stato davvero difficile descrivere a parole.

Per questa serata i tre (quattro con il turnista Morgan Nicholls che ha accompagnato la band alternandosi alle tastiere, al sintetizzatore e alla chitarra), seguiti da una standing ovation, lasciano il palco sul quale ritorneranno la sera immediatamente successiva e poi per altre quattro date (17/18/20/21 maggio), che, considerando questa prima, lasciano spazio aperto all'immaginazione su quanto Bellamy e compagni possano riservare a Milano e ai loro fan, giunti da tutta Italia e anche da qualche angolo dell'Europa, nelle prossime serate.

Di una cosa però siamo ormai certi: show dopo show, tour dopo tour, i Muse stanno completamente rivoluzionando l'idea di concerto, portandolo ad un livello successivo, ormai forse impossibile da raggiungere per chiunque.

Articolo e foto copertina a cura di Giulia Manfieri

Setlist:
Drones
Psycho
Reapers
Plug In Baby   
Dead Inside
Citizen Erased
Isolated System
The Handler
Supermassive Black Hole
[Prelude>
Starlight
[Drum&Bass solo>
Madness
Hysteria
[JFK>
Defector
Time Is Running Out
Uprising
The Globalist
Drones

Encore

Take A Bow
Mercy
Knights of Cydonia

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