24 ore per fotografare il grande live della moda

24 ore per fotografare il grande live della moda

Per uno che ha sempre vissuto la fotografia in stretto legame con la musica e la strada, è abbastanza straniante pensare un giorno di ritrovarsi a documentare il backstage di uno shooting di moda. E' quello che è successo domenica 8 febbraio, accompagnando l'Istituto Cordella di Lecce a Roma per l'evento di Riccardo Gubiani per Alta Roma.
In realtà ci ero andato vicino diverse volte, ma non avevo mai prima d'ora avuto una full immersion di questa portata, una no stop di lavoro serrato, partenza in notturna e ritorno esattamente 24 ore dopo.
Ed è stato grazie a Mauro Lorenzo, eccellente giovane fotografo in carica nel realizzare gli scatti ufficiali, che è nata questa esperienza e ho potuto toccare con mano la grande dedizione e forza d'animo di chi, nell'immaginario comune portatore di bellezza eterea e poco più, in realtà ci mette l'anima in quello che fa, e fa in modo che sia un'esperienza completamente coinvolgente essere lì per documentarlo.
Un pullman Lecce - Roma preso a mezzanotte, shooting mattutino per le strade della capitale, ritorno in hotel e preparazione della sfilata serale. Senza stop. Senza pause. Senza fermarsi. Mai.
Modelle. E stilisti. Dai 16 anni in poi per coltivare il loro sogno di sfondare nell'alta moda. Nati e cresciuti sotto il segno di Carol Cordella, direttrice dal pugno di ferro ma dal fare materno.
Giornata freddissima con un percorso che da Piazza Navona porta fino alla scalinata di Trinità dei Monti, passando da Palazzo della Civiltà Italiana, altresì conosciuto  come Colosseo Quadrato, in giro per la città dei miracoli a sfruttare gli scorci di un'architettura sempre affascinante come set per creazioni di alta sartoria sfaccettate come le facciate dei palazzi e i vicoli di Roma.
C'è da sbizzarrirsi nei panni del fotografo di backstage, ruolo che in men che non si dica si è trasformato in un vero e proprio servizio di reportage.
Cogliere l'ansia degli stilisti, lo stare addosso alla “propria” modella, il trucco, il parrucco, ogni minima piega dell'abito, tutto deve essere perfetto. Tutto per essere scelti, visti, selezionati, tra una marea di creazioni in una kermesse prestigiosa come Alta Roma.
Cogliere la fatica, la stanchezza o la fame sul volto di una modella e subito dopo vedere materializzarsi in camera un volto riposato e fresco è la cosa che fa, nel vero senso della parola, più impressione. Ragazze statuarie all'apparenza fragile forti come una roccia.
La pelle livida lasciava il posto all'espressione sempre pronta per la posa, il freddo era solo un accessorio  di poco conto, la fatica non fa mai capolino da quei tessuti sfarzosi portati in giro con la facilità di un paio di jeans.
E' spiazzante quando una bambina incuriosita dal tran tran si avvicina ad una di loro con lo sguardo preoccupato di una mammina, porgendole un paio di guanti per proteggerla dagli zero gradi secchi di quel giorno, e a suo modo divertente il piatto di pasta precotta offerta da un russo (presumibilmente ubriaco)!
Ed è gratificante essere lì come unico tramite tra quel lavoro per cui stai dando tanto e l'obiettivo di un fotografo che sarà la vetrina principale per esaltarlo al meglio. Guardare le fotografie ufficiali in corso d'opera non è possibile, ma sbirciare dalla mia reflex e potersi osservare dall'esterno ha generato interazione e complicità.
Tra le strade di Roma, posando sotto la pioggia e cambiandosi in fretta nei bagni dei fast food, le segui con la reflex sempre al collo e la stanchezza che ti rende un cencio (tu sì!) e capisci quanto non sia una leggenda metropolitana la consacrazione al lavoro di queste ragazze. E' come aspettare il concerto del tuo cantante preferito accampandoti con le tende davanti all'ingresso del palazzetto dalla notte precedente, arrivare sotto palco e sentirsi addosso tutto il peso delle ore trascorse all'addiaccio, e all'improvviso partono le prime note da quel palco, e tutto sparisce in un flash. Esattamente lo stesso flash che dà forma al loro mondo, fatto di immagine e apparenza, ma con una scorza indurita da strati e strati di passione.
Terminare la giornata con la sfilata ad Alta Roma è stata giusto una passeggiata di salute a confronto, un momento in cui tu non esisti ed esiste solo la messa in scena di uno splendido lavoro. Due minuti in cui sono altri a giocarsi il tutto e per tutto dopo mesi e mesi di lavoro, e tu ti godi lo spettacolo.
Ritorno a mezzanotte, un pullman ormai scarico dell'adrenalina protagonista indiscussa della giornata. Finalmente il sonno, e lascia che siano le memorie (virtuali in primis, ma anche reali) a raccontare. 


Il servizio fotografico completo lo trovate ai seguenti link:
Backstage Shooting Ja Dior
Sfilata Altaroma Istituto Cordella

Si ringraziano:
www.istitutocordella.com
www.facebook.com/maurolorenzofotografia

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