Akes PUBBLICA "REVOLUTION"
-
21/01/2021 | CarolinaElle
- 5370
“Revolution” è il titolo del nuovo album dell'artista romano Akes, disponibile da giovedì 21 gennaio in tutte le piattaforme digitali. Nove tracce con le produzioni di Dr. Wesh, Alessandro Gemelli, Cirielli e Reizon che spaziano dall'electro all'EDM, dal pop alla fidget house.
Per descrivere questo album e l'artista è necessario fare un passo indietro e almeno due in avanti. Indietro perché la matrice che Akes ha sviluppato finora nei suoi primi tre album può essere ascrivibile al macro settore urban rap, come molte produzioni contemporanee. Avanti perché con “Revolution” mette in atto una vera e propria rivoluzione artistica, estetica e culturale rispetto ai modelli del mondo Hip-Hop e a quanto maturato in questi anni.
Il disco è un concentrato di sonorità estreme e sperimentali, con atmosfere da rave distopico che trasportano l'ascoltatore in un futuro i cui contorni sono chiarissimi nella visione dell'artista. Un sound avveniristico fa da cornice a linee vocali effettate, dove mette in evidenza i suoi sentimenti di ribellione verso il sistema e verso gli stereotipi. Una rivoluzione che parte dall'anima per abbracciare una prospettiva futuristica della realtà che lo circonda.
Si parte con la title track “Revolution” che da un'atmosfera intimista si evolve in un grido di vendetta supportato da una cassa dritta e sonorità dubstep. “Ribelle N1” sfodera un sound banger saturo di distorsioni, come a sottolineare l'intento motivazionale del pezzo. Seguono i primi tre estratti del disco: “Routine”, “Dejavu” e “Loop”. Questi tre brani costituiscono una trilogia interna all'album, accomunati da un ritmo ipnotico e da una forte componente elettronica. Attraverso melodie da un retrogusto cupo, Akes ribadisce gli argomenti portanti del suo concpet. Segue la traccia più pop intitolata “Errore 404”, dove l'artista affronta il tema del rapporto con l'universo femminile, manifestando in una space ballad sognatrice tutto il suo bisogno di amore nonostante l'alienazione dal mondo che lo circonda. “Fuck the system” è uno dei brani dove i temi di denuncia e ribellione emergono maggiormente, su una produzione quasi house il testo attacca i luoghi comuni, omologazione e mediocrità che imperversano nella nostra epoca.
Su una base alienante e acida, “Equilibrium” tratta il tema della droga, intesa come strumento di controllo sociale. Chiude l'album “Machine”, dove Akes recita una sorta di monologo come se fosse la voce sintetica di un calcolatore, che però alla fine esce dai circuiti si umanizza.
L'album è accompagnato dal videoclip della titletrack “Revolution” realizzato dal regista Daniele Iannini. Le riprese sono state realizzate all'interno della fusoliera di un vecchio aereo abbandonato, che può ricordare un'astronave abbattuta proveniente dal futuro. Un simbolo estetico e concettuale voluto dall'artista per sottolineare tutta la forza della sua distopica rivoluzione emotiva. Akes alterna il playback tra l'esterno e gli interni del velivolo che prendono le sembianze di un tunnel, uno stato dal quale vuole simbolicamente uscire per risvegliare il suo io. Tutte le immagini sono poi inframezzate da interferenze visive e colori lisergici che rendono le scene fuori dallo spazio e dal tempo.
Per descrivere questo album e l'artista è necessario fare un passo indietro e almeno due in avanti. Indietro perché la matrice che Akes ha sviluppato finora nei suoi primi tre album può essere ascrivibile al macro settore urban rap, come molte produzioni contemporanee. Avanti perché con “Revolution” mette in atto una vera e propria rivoluzione artistica, estetica e culturale rispetto ai modelli del mondo Hip-Hop e a quanto maturato in questi anni.
Il disco è un concentrato di sonorità estreme e sperimentali, con atmosfere da rave distopico che trasportano l'ascoltatore in un futuro i cui contorni sono chiarissimi nella visione dell'artista. Un sound avveniristico fa da cornice a linee vocali effettate, dove mette in evidenza i suoi sentimenti di ribellione verso il sistema e verso gli stereotipi. Una rivoluzione che parte dall'anima per abbracciare una prospettiva futuristica della realtà che lo circonda.
Si parte con la title track “Revolution” che da un'atmosfera intimista si evolve in un grido di vendetta supportato da una cassa dritta e sonorità dubstep. “Ribelle N1” sfodera un sound banger saturo di distorsioni, come a sottolineare l'intento motivazionale del pezzo. Seguono i primi tre estratti del disco: “Routine”, “Dejavu” e “Loop”. Questi tre brani costituiscono una trilogia interna all'album, accomunati da un ritmo ipnotico e da una forte componente elettronica. Attraverso melodie da un retrogusto cupo, Akes ribadisce gli argomenti portanti del suo concpet. Segue la traccia più pop intitolata “Errore 404”, dove l'artista affronta il tema del rapporto con l'universo femminile, manifestando in una space ballad sognatrice tutto il suo bisogno di amore nonostante l'alienazione dal mondo che lo circonda. “Fuck the system” è uno dei brani dove i temi di denuncia e ribellione emergono maggiormente, su una produzione quasi house il testo attacca i luoghi comuni, omologazione e mediocrità che imperversano nella nostra epoca.
Su una base alienante e acida, “Equilibrium” tratta il tema della droga, intesa come strumento di controllo sociale. Chiude l'album “Machine”, dove Akes recita una sorta di monologo come se fosse la voce sintetica di un calcolatore, che però alla fine esce dai circuiti si umanizza.
L'album è accompagnato dal videoclip della titletrack “Revolution” realizzato dal regista Daniele Iannini. Le riprese sono state realizzate all'interno della fusoliera di un vecchio aereo abbandonato, che può ricordare un'astronave abbattuta proveniente dal futuro. Un simbolo estetico e concettuale voluto dall'artista per sottolineare tutta la forza della sua distopica rivoluzione emotiva. Akes alterna il playback tra l'esterno e gli interni del velivolo che prendono le sembianze di un tunnel, uno stato dal quale vuole simbolicamente uscire per risvegliare il suo io. Tutte le immagini sono poi inframezzate da interferenze visive e colori lisergici che rendono le scene fuori dallo spazio e dal tempo.
Articoli correlati
UMM Red, settembre 2026 è sempre più techno
23/09/2026 | lorenzotiezzi
il cammino di umm red nei territori della techno underground prosegue senza sosta. Muovendosi abilmente tra avanguardia e riscoperta. Con le più recenti produzioni...
26/9 Al-B.Band @ Palio del Vino e dei Sapori – Negrar di Valpolicella
22/09/2026 | lorenzotiezzi
il 26 settembre 2026 l'energia della al-b.Band, capitanata come sempre da alberto salaorni (chitarra e voce) e davide rossi (basso), l'energia di un loro concer...
Suarez: il nuovo album “Pills” è un viaggio senza filtri tra rap, ironia e fragilità
20/09/2026 | CarolinaElle
“pills” è il nuovo album di suarez, mc e produttore romano, in uscita venerdì 18 settembre per tak production su tutte le piattaforme digitali e nei formati cd e vi...


