NIGHTGUIDE INTERVISTA the leading guy

NIGHTGUIDE INTERVISTA the leading guy

È "Twelve Letters" il titolo del nuovo album di The Leading Guy uscito per Sony Music Italy. Dodici lettere scritte “a cuore aperto”, rivolte a persone vive e a persone che non ci sono più. Lettere in cui, a seconda del destinatario, cambia il registro stilistico e varia l'umore, pur mantenendo la costante del pop-folk, con incursioni nel rock, che rende The Leading Guy internazionale nel sound e nelle intenzioni musicali. Nel mezzo del cammin fugace di una email o di un messaggio WhatsApp - le attuali forme virtuali di comunicazione, sicuramente più immediate ma evanescenti per definizione - l'artista vuole ritrovare quel contatto personale, intimo e tangibile con i suoi ascoltatori, rivolgendosi loro come singoli destinatari delle proprie lettere e auspicando di instaurare una reale corrispondenza epistolare. The Leading Guy farà parte anche di “Faber Nostrum”, il disco tributo a Fabrizio De André, con alcuni dei nomi più influenti della nuova scena musicale italiana. In questa compilation il cantautore partecipa con il suo primo brano in assoluto cantato in italiano (Se ti tagliassero a pezzetti). Per tutto il mese di maggio sarà impegnato nelle aperture del tour teatrale di Elisa, che lo ha scelto personalmente ascoltando la sua musica e annunciandolo nei suoi social. 
 
Tra "Memorandum" (album precedente) e "Twelve Letters", che relazione c'è?
Sono due dischi molto diversi tra loro. In "Memorandum" ho cantato di molte delle esperienze personali che hanno formato il mio passato, nel bene e nel male. Era un disco introspettivo dove al centro del discorso c'era la mia persona. In "Twelve Letters" i testi, e di conseguenza la musica, sono rivolti verso l'esterno alla ricerca di un senso di contatto e comunicazione con le altre persone. Sono quindi due capitoli totalmente differenti tra loro, ma entrambi rispecchiano ciò che stavo vivendo mentre li scrivevo. 
 
Com'è vivere l'esperienza di aprire le date del tour di Maggio di Elisa?
Di natura cerco sempre di imparare da chi reputo migliore di me. In questo Elisa è un insegnante incredibile. Vivendo a stretto contatto con lei capisco ancora più chiaramente la differenza tra un grande musicista e un fuoriclasse. C'è una cura nei dettagli e una passione in ciò che fa che invidio e sto cercando di assimilare. Ho l'occasione di portare la mia musica nei più bei teatri d'Italia e il pubblico sta rispondendo calorosamente. Inoltre aver duettato con lei a Genova su un brano di De André è stato un attestato di stima che mi da grande consapevolezza ed energia. 
 
C'è qualcosa che le ha le insegnato la musica?
La musica mi ha insegnato ad essere coerente con le mie parole e i miei propositi perché spesso le canzoni riflettono ciò che vorremmo essere e non ciò che siamo. Incidere una canzone significa prendere una posizione ed essere costretti a rispettarla. Credo che questo alla lunga porti ad essere delle persone migliori. 
 
In generale, che musiche le interessano?
Non sono monotematico e cerco di ascoltare molte cose differenti. "Twelve Letters" è un disco molto vario nei suoni e credo questo derivi dai miei ascolti. Il problema per chi fa musica è che ascoltando le canzoni degli altri si finisce per scomporle a causa della deformazione professionale. Era molto più bello ascoltare musica prima di cominciare a scriverla. Rimane però la grande passione per Bob Dylan, i Wilco, i Villagers che riescono sempre ad essere fonte di ispirazione. 
 
A che punto si vede della sua carriera?
E' un momento molto particolare. Ho avuto la fortuna di pubblicare il disco che sognavo da tempo, sono in tour con Elisa... Sono sereno e dopo anni di sacrifici sento di avere una posizione più solida. In questi anni non sono mai sceso a compromessi e ora le persone iniziano ad accorgersene. Ho imparato ad essere paziente e questo atteggiamento mi sta lentamente ripagando. 
 
Per tutto il mese di maggio oltre alle date con Elisa, ci sono anche gli instore: com'è il rapporto con il pubblico che trova lì?
Presentare il disco negli instore è uno dei momenti che preferisco. Nei miei testi cerco di pesare le parole e avere la possibilità di raccontare come nascono le mie canzoni mi rende felice. E' un'esperienza molto diversa rispetto ad un concerto e cerco di dare il meglio verso chi partecipa a questi incontri. Sono persone curiose, che vogliono cercare la musica e non aspettarla. Sono loro a tenerla in vita. 
 
Ha dato il suo contributo al progetto "Faber Nostrum", com'è stato rivisitare il brano scelto?
Vorrei dire che è stato facile ma mentirei. Confrontarsi con De André è un sogno con cui bisogna fare molta attenzione. Ho ragionato a lungo sul brano da scegliere e con "Se ti tagliassero a pezzetti" sentivo di aver trovato il brano in cui riconoscevo un po' della mia voce. Ho cercato di interpretarlo con rispetto e in maniera personale, consapevole che nessuno può cantare De André meglio di De André. Ovviamente a qualcuno può non piacere, ma l'obiettivo del progetto non era fare meglio di lui, ma avvicinare i giovani ad un artista senza tempo. Leggere i commenti al disco da parte di ragazzi di vent'anni mi rende felice di aver partecipato e dà speranza. 
 
Si è mai posto la domanda se fosse stato meglio un "posto sicuro" anziché fare il musicista?
In passato si, ed è una delle cose che mi rimprovero. Da quando ho deciso che la musica sarebbe stata la mia unica vita tutto è stato più semplice e la carriera ha subito un'accelerazione esponenziale. 
Ho perso troppo tempo con la paura di fallire e ora sono finalmente felice. Viviamo in un periodo storico in cui la definizione di "posto sicuro" ha perso purtroppo significato. Siamo tutti precari e questo ci offre una grande opportunità: seguire le nostre passioni senza paura. 
 
Cosa farà dopo tutta questa esposizione concentrata?
Ho molti progetti per il futuro e spero che l'esposizione possa rimanere alta per molto tempo. Dopo il tour con Elisa farò qualche data all'estero in estate e ad Ottobre partirà il mio tour italiano nei principali club italiani accompagnato da una band. Inoltre sto continuando a scrivere e a raccogliere idee. Sono sempre in movimento.

ELISA, folk, nuovo album, pop, rock, sony music, the leading guy, twelve letters

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