NIGHTGUIDE INTERVISTA GIORGIA D'ERACLEA DEI GIORGIENESS

NIGHTGUIDE INTERVISTA GIORGIA D'ERACLEA DEI GIORGIENESS

Siamo Tutti Stanchi” è il secondo album di Giorgieness pubblicato il 20 ottobre 2017 per Woodworm/Audioglobe. Con il nuovo disco la cantautrice Giorgia d'Eraclea a capo dei suoi Giorgieness, prosegue il processo di crescita sia dal punto compositivo musicale che da quello delle parole. Un lavoro diretto e pieno di suggestioni sonore e testuali, che dimostra appieno la crescita e l'evoluzione fatta dalla band nell'ultimo anno e mezzo passato on the road.
Gennaio li vedrà in tour per la penisola e noi abbiamo voluto incontrare Giorgia per fare due chiacchiere.

 
NG. Ciao Giorgia. E' davvero un piacere per me conoscerti e chiacchierare virtualmente con te attraverso questa intervista.Partiamo da una domanda apertissima e racconta un po' chi è Giorgia e chi sono i suoi Giorginess.
R. Siamo una banda di pazzi, dal primo all'ultimo. Pazzi nel senso che in momenti diversi delle nostre vite - prima io da sola, poi andrea alla batteria e ora al basso, poi carlo il mio manager, poi davide come produttore e in un secondo tempo come chitarrista, andrea il nostro fonico e luca il batterista - abbiamo deciso di credere che questa cosa potesse funzionare o comunque valesse la pena di provarci. Questa cosa alla fine è la musica che facciamo dal 2011 e speriamo di continuare a fare finché campiamo. 

 
NG. Leggo su di te solo critiche entusiaste e giudizi positivi. Te lo aspettavi? Come stai vivendo questo tuo successo? È una responsabilità o è un onore?
R. Sarei ipocrita nel dire che non sperassi che sia il primo che il secondo album venissero accolti così caldamente. Ma da sperarlo ad aspettarselo un po' ne passa ecco... ci sono vari livelli di successo, il nostro è piccolo piccolo ma ne siamo grati e onorati come si stesse riempiendo uno stadio. Sto esagerando ovviamente, ma penso renda l'idea. Viviamo ogni passo avanti - perchè di questo si tratta, passi avanti - come una conquista. Abbiamo fatto un ep e due album e tutti e tre ci hanno permesso di continuare quest'avventura, non potremmo che essere felici e propositivi per il futuro. La responsbilità la sento nei confronti di chi con me si impegna per mandare avanti tutto questo, ma è una cosa reciproca che sentiamo anche verso noi stessi. L'onore sta nel vedere le persone ai concerti che cantano e si emozioni, di quello si, mi sento davvero molto onorata e anche una privilegiata in qualche modo, è qualcosa di unico quello scambio. 

 
NG. Giorgia da piccola come è arrivata alla musica e come ha deciso di farne la sua “professione”?
R. La musica è arrivata da me prima che nascessi, non è esistito un momento senza musica come non c'è stato un momento in cui il creare non fosse fondamentale per me. Sono figlia unica e sono cresciuta tra gli adulti, inventavo una quantità di giochini da fare da sola che non si immagina, in molti dei quali usavo solo l'immaginazione. Recitavo, cantavo, dipingevo, cucivo la mia collezione di vestiti per barbie e scrivevo racconti che non finivo mai con una certa Katrin come protagonista. Non ero concentrata sulla musica musica semplicemente perchè lei c'era di base, è sempre stata il mio status quo. Poi ad un certo punto ho iniziato a scrivere canzoni, molto presto, anche grazie a mio padre che mi ha sempre fatto sentire una selezione del meglio possibile (non solo i classici del rock o comunque del passato, ma anzi con una certa attenzione alle nuove ondate, scoprivamo sempre un sacco di musica insieme da eminem a beyonce). Da li, lentamente, è diventata sempre più centrale. Credo di aver capito che ormai ero "fregata" verso i 18 anni. Qualche band adolescenziale alle spalle, nuove parole, nuovi stimoli e la voglia di far sentire le mie canzoni a più persone possibili. Con Giorgieness mi son messa in testa che sarebbe stato, prima o poi, il mio mestiere. Ci sto lavorando. 

Giorgieness - Che cosa resta


NG. Dal primo al secondo album come è cambiata la tua vita (sia artistica che quotidiana)?
R. La mia vita è più o meno sempre la stessa, a parte il tempo che dedico alla musica che è sempre di più. Ho cambiato due case, ho adottato un gatto, mi son data una sistemata alla testa e lo sto ancora facendo ma per il resto è quella di prima. L'unica cosa davvero davvero diversa è che il fine settimana faccio la cosa più bella del mondo costantemente: suonare su un palco. L'ho sempre fatto da quando ho quattordici anni, ma adesso è un appuntamento fisso. 

 
NG. Cosa è per te la musica in tre parole?
R. è quella cosa che odio ma, diamine, non posso farne senza. 

 
NG. E cosa fa Giorgia quando non si dedica alla musica?
R. Se dicessi le cose normali che fa una ragazza della mia età un po' mentirei. Sono molto solitaria, sto molto per i fatti miei, guardo serie tv, leggo, non riesco anche quando non lavoro a star lontana da qualche strumento per troppo, le mie amiche dicono che vedermi è un' impresa però poi quando esco faccio le cinque. Cerco di stare il meglio possibile e farlo con i miei affetti. 
Ultimamente ho scoperto che è bellissimo pranzare con la famiglia la domenica! Assurde le cose che col tempo inizi ad apprezzare no?

 
NG. Siete andati in lungo e in largo per la penisola con oltre 100 date. Sognando in grande, dove sogni di esibirti? E con chi ti piacerebbe collaborare?
R. Sono abbastanza concreta, mi piacerebbe fare dei festival grossi quest'anno. Mi piacerebbe andare all'estero, e parlando di collaborazioni qualche sfizio me lo sono già tolto, però ecco ci pensavo ieri che vorrei fare un pezzo con Fibra. Non so perchè, credo sia il modo che ha di usare le parole o perchè sono rimasta sotto al feat. Eminem Rihanna. Allo stesso tempo, mi piacerebbe collaborare con molti artisti, è uno dei buoni propositi per il 2018! 

 
NG. Come sta andando il tuo album? Ce ne puoi parlare un po'?
R. L'album ha la sua vita, e penso che il musicista che l'ha scritto ne possa conoscere solo una parte. Un po' come i genitori coi figli adolescenti. Sto ricevendo molto affetto, letterine e addirittura regali da persone di ogni età che mi dicono di essersi ritrovati nel disco e anzi, mi commuovo ogni volta perchè pare li abbia aiutati a reagire a certe cose che magari ho vissuto anche io e so quanta forza ci vuole. Ed è di questo che parla il disco, di reazione, di toccare il fondo ma avere ginocchia forti per darsi la spinta a risalire. Di accettare il fatto che hai fallito e che fallirai ancora ma questo ti deve solo dare la voglia di fare meglio, indipendentemente dal fatto che l'errore sia fatto da te o da altri. Penso che la cosa più bella che abbiamo noi esseri umani è la continua e inevitabile crescita e quindi possibilità di riscatto. 
Musicalmente Davide è stato fondamentale. Abbiamo fatto due mesi di pre produzione serrata e ci siamo capiti davvero su quello che volevamo. Abbiamo idee che vanno oltre questo disco e anche oltre quello dopo, ma voglio che questo cambiamento sia fatto secondo dei tempi e dei metodi che permettano a tutti di crescere e arrivarci naturalmente. 

 
NG. Adesso quali sono i progetti futuri?
R. Ah, io sto già scrivendo cose nuove!

 
NG. Ultima domanda: raccontaci 3 album che non potrebbero mai mancare nella tua collezione.
R. Eccola, la domanda difficile. Vediamo, in questo momento direi : 
- Animals - Pink Floyd
- Ultraviolence - Lana del Rey
- Semper Biot - Edda 
 

Intervista a cura di Luigi Rizzo

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